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Qui siamo sul Monte Sibilla, rilievo del gruppo appenninico dei Sibillini.

Dal Rifugio Sibilla è possibile prendere due diversi percorsi, il primo è quello che sale a forma di zeta sul monte Sibilla attraverso una strada larga e comoda anche se più lunga.

Il secondo è quello che sale direttamente sulla cresta della catena montuosa e si apre, dopo poche centinaia di metri, sulla gola dell’Infernaccio all’altezza del monte Zampa.

Noi abbiamo fatto quest’ultimo percorso che rispetto all’altro è ben più ricco dal punto di vista della bellezza del panorama.

Su questa montagna aleggia un’aura di leggenda e mistero infatti il mito narra che nella grotta che si trova nei pressi della sommità abitasse la Sibilla Appenninica.

Nell’antichità il monte fu sede dei culti pagani di Cibele, la grande madre degli dei, poi con l’avvento del cristianesimo al posto di Cibele subentrò il culto della Sibilla.

La leggenda fu rielaborata in vari scritti e nel XIX secolo anche da Richard Wagner nel suo Tannhäuser.

Il luogo fu oggetto di un pellegrinaggio continuo e millenario ma oggi di questa grotta rimangono solo un mucchio di massi che ne ostruiscono completamente l’ingresso e l’alone di mistero tramandato dai miti.

Modella: Federica